domenica 20 marzo 2011

La convivenza: un test che può mettere a dura prova la relazione

La scelta di andare a convivere anche senza essere spostati è una scelta ancora nuova in Italia ma comincia ad essere sempre più frequente. Gli unici dati statistici disponibili sulla stima delle coppie di fatto sono quelli ISTAT che risalgono purtroppo al 2003, secondo i quali le coppie di fatto in Italia sono 564 mila, il 3,9% del totale delle coppie.
Molte coppie scelgono questa opzione di per sé, in alternativa al matrimonio. Altre la adottano come una sorta di test prima del passo decisivo di sposarsi.
In Italia la convivenza non è, al momento, disciplinata da nessuna legge specifica. Ciò vuol dire che la situazione delle coppie di fatto spesso è vaga e confusa e i due partner rischiano di vedersi negati alcuni diritti fondamentali. Al fine di tutelare le unione naturali, in alcuni Comuni d’Italia è stato istituito il registro delle unioni civili, ma questo ancora non è molto diffuso. Ultimamente anche Facebook si è aperto alle coppie di fatto aggiungendo agli status possibili anche “in unione civile” oppure “in una convivenza domestica”. 
La convivenza però non è sempre facile e molte volte porta alla rottura della coppia più che al suo consolidamento.
Alcuni esperti danno la colpa al fatto che la convivenza molto spesso è scelta più per caso che per una decisione ragionata. Si va a convivere perché così si risparmia, oppure perché piano piano si cominciano a portare le proprie cose e alla fine ci si ritrova a vivere insieme non si sa perché.
Molte coppie poi si ritrovano a sposarsi dopo al convivenza solo perché ormai stanno insieme o i partenti o gli amici se lo aspettano ed esercitano una silente pressione sociale verso il matrimonio. Matrimoni nati in questo modo sono presto destinati a fallire. Se non siamo consapevoli delle nostre scelte e semplicemente ci facciamo vivere da loro senza viverle con coscienza non possiamo esserne soddisfatti.
In alcuni casi il dover condividere i propri spazi con un’altra persona e dover rinunciare alle proprie abitudini può essere una scelta troppo difficile. La convivenza richiede buone doti mediatrici tra i due partner che devono essere capaci di cedere alcune proprie “libertà” all’altro, ma senza rinunciare alla propria totale personalità. Molte volte non ci si va preparati in questo senso e si pensa semplicemente di poter continuare ad applicare i propri schemi anche alla coppia risultando in gran conflitti, da cui però la coppia può uscire consolidandosi.

Prima di andare a convivere è bene che ciascuno si interroghi sulle motivazioni per cui ha deciso di fare questo passo e si confronti con il proprio partner, per vedere se si condividono o meno le stesse aspettative e idee sulla convivenza. La convivenza andrebbe vissuta come una seria e consapevole scelta di vita.

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