sabato 26 marzo 2011

Intervista a Bianca Balti: «Belén? Le invidio il lato B»


Da Vanity Fair, intervistata a Bianca Balti.
Mi sono sembrate curiose le affermazioni di Bianca Balti. Come fa a suo avviso ad essere Belen Rodriguez più bella di lei? Così ho voluto riportarla quì sul mio blog, un pò di Gossip ogni tanto ci sta. :-)









Fisicamente, vorrei essere lei. La guardo e penso che vorrei quel corpo tonico, vorrei quel culo. E anche il suo viso è stupendo: il mio è decisamente più asimmetrico».
Ascolto Bianca Balti e sento che è sincera, anche se crederle non sarebbe facile. Come può la top model italiana più amata nel mondo – consacrata alla fama internazionale dal designer-fotografo Karl Lagerfeld che l’ha voluta, nuda ovviamente, nell’ultimo Calendario Pirelli – invidiare il corpo di un’altra? Tanto più se l’«altra» è una che, fuori dai confini italiani, nessuno conosce: Belén Rodriguez, che l’ha preceduta come testimonial della campagna Tim, e che Bianca ha appena sostituito.
Cambia il volto e cambiano gli spot: ispirati ai 150 anni dell’Unità d’Italia, puntano più sulla patria che sul sex appeal. Nella prima serie, lei è Monna Lisa al fianco di Neri Marcorè-Leonardo da Vinci.
Appunto: come può? Bianca da Lodi può. Scoperta mentre faceva promozioni in un supermercato, diventata modella per caso a 20 anni (oggi ne ha 27), lanciata da Dolce & Gabbana, è tutto ciò che non ti aspetteresti da una top model. Prima di salire sulle passerelle aveva i capelli rasati e piercing multipli. A 24 anni era già sposata (con il fotografo romano Christian Lucidi, da cui si è separata un anno e mezzo fa) e madre (di Matilde, che ha 3 anni). Nelle tre ore in cui stiamo sole a parlare, succede di tutto. Compresa la maglietta che si solleva per mostrare le tette.
Sta cercando di dirmi che invidia Belén?
«Di sicuro fa più sangue di me. Mi ha guardata? Sono secca.
A vederla in calendario, non si direbbe.
«Perché le foto ingrassano. Per questo le modelle devono essere magre. Io sono sempre stata così, e mia figlia ne è la prova vivente: ha due stecchini per gambe. Da adolescente ho anche sofferto di questa magrezza: non piacevo ai maschi perché non avevo curve, i jeans nei negozi erano sempre troppo corti o troppo larghi». (...)
E' stata scelta come interprete dei nuovi spot Tim, ispirati ai 150 anni dell’Unità d’Italia. Quanto italiana si sente?
«Profondamente italiana, e fiera di esserlo. Amo la mia patria, anche se l’ho scoperta tardi perché da adolescente ero una ribelle. Ma quando ho avuto la bambina, e mio marito ha voluto che ci trasferissimo a New York, mi sono resa conto di quanto mi mancasse il mio Paese». (...)
Che cosa le piace dell’Italia?
«Non sono praticante, ma penso che crescere nella culla del cattolicesimo ci abbia fatto “assorbire” valori importanti. Certi pregi che ci  riconoscono all’estero, come il fatto di essere ospitali, hanno radice in quella lezione d’amore».
Lei per lavoro è spesso all’estero. Come è visto, da fuori, il nostro Paese?
«Come un posto dove i pregi continuano a essere più dei difetti. Tutti ci prendono in giro per Berlusconi, ma tutti restano convinti che l’Italia sia il Paese più bello del mondo. Quando sui set scoprono da dove vengo, sono entusiasti. Noi vediamo noi stessi come furbetti e approfittatori, all’estero ci giudicano simpatici e solari».
E ci prendono in giro per i nostri politici.
«Nei primi anni mi incazzavo, rispondevo: “Senti chi parla, voi avete Bush”. Adesso cerco di ragionare. Di spiegare che l’Italia non è tutta Berlusconi». (...)

Perché è stato più difficile avere successo in Italia?
«Perché tra i nostri difetti c’è quello di essere troppo esterofili. Preferiamo far lavorare le straniere, nella moda e in Tv».
È una frecciatina per Belén?
«No, è un fatto oggettivo. Lei non la conosco, amici comuni mi dicono che è simpatica. E ha qualcosa di speciale rispetto a tutte le altre: mia madre, dopo averla vista all’Isola dei famosi, era pazza di lei. Il suo problema è la gente di cui si circonda, in testa il suo fidanzato, Corona: l’ha danneggiata, non credo lavori con serenità».
Teme il confronto?
«Siamo molto diverse, ed è molto diversa l’impostazione della campagna. Non avrei accettato il contratto se mi avessero chiesto di essere la nuova Belén».
Diverse in che senso?
«Lei ama i riflettori, io li fuggo. È competitiva, io sono arrivata a questo mestiere per pura fortuna, senza cercarlo».

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